POTERE DISPERDENTE DELLE PUNTE.
POTERE DISPERDENTE DELLE PUNTE.
POTERE DISPERDENTE DELLE PUNTE.
PUNTE
INTRODUZIONE
Il potere disperdente delle punte si riferisce alla tendenza dei conduttori carichi ad accumulare
una maggior quantità di carica elettrica nelle porzioni della superficie esterna che presentano un
minor raggio di curvatura, e dunque nelle zone "più appuntite’’. Di conseguenza in prossimità
delle punte si viene a generare un campo elettrico più intenso.
Forse non tutti sanno che durante un temporale non è una buona idea cercare riparo sotto un
albero, principalmente per una ragione: è più facile che un fulmine colpisca un albero piuttosto
che il terreno.
Allo stesso modo è più facile che un fulmine cada sulla cima della torre Eiffel piuttosto che sul
tetto di un palazzo che si affaccia sugli Champs-Élysèes.
Perché accade questo? Richiamiamo due proprietà fondamentali dei conduttori in equilibrio
elettrostatico.
Ricordiamo che il raggio di curvatura in un punto di una superficie è per definizione il raggio
della sfera che meglio approssima la superficie nel punto considerato:
In altri termini tanto maggiore è il raggio di curvatura in un punto, tanto più la superficie si
approssima in tale punto a una superficie piana. Intuitivamente le punte di una superficie
corrispondono quindi a raggi di curvatura "piccoli".
Consideriamo due sfere conduttrici S1 ed S2 con raggi diversi, e supponiamo che sia r1 > r2.
Immaginiamo che la sfera S1 sia elettricamente carica e che S2 sia inizialmente neutra.
Se poniamo a contatto le due sfere S2 si elettrizza acquisendo parte della carica distribuita su
S1, in forza del fenomeno di elettrizzazione per contatto. Il flusso di cariche elettriche da S1 a
S2 continua fino a quando non si raggiunge una situazione di equilibrio, che si ottiene quando le
due sfere hanno lo stesso potenziale elettrico. Al termine del processo abbiamo quindi due sfere
con diversi raggi r1 ed r2, diverse cariche elettriche Q1 e Q2 e stesso potenziale V.
Usiamo la formula del potenziale e supponiamo di ragionare nel vuoto, così da ricorrere alla
costante dielettrica nel vuoto.
Dato che il potenziale è lo stesso per entrambe le sfere, possiamo uguagliare le due espressioni:
da cui ricaviamo
Poiché nel nostro caso semplificato le superfici sono sferiche, possiamo sostituire al posto della
generica superficie S l'espressione dell'area della sfera
Ricaviamo la carica Q
Il prodotto tra la densità superficiale di carica e il raggio della sfera è costante, e ciò significa che
le due grandezze sono inversamente proporzionali: al crescere dell'una, l'altra diminuisce del
medesimo fattore.
Tornando al nostro esempio, al raggio maggiore r1 corrisponde una densità di carica minore,
mentre al raggio minore r2 corrisponde una maggiore densità di carica. Abbiamo così
dimostrato che la concentrazione di carica è maggiore ove il raggio di curvatura è minore.
Pur avendo fornito la dimostrazione nel caso semplificato delle sfere sottolineiamo che il
risultato ha in realtà carattere generale, e che è valido per qualunque conduttore
indipendentemente dalla sua forma.
Ora sappiamo che sulle punte della superficie di un conduttore carico si concentra una densità
di carica elettrica più elevata, con conseguente valore di campo elettrico più elevato. Questo è
esattamente ciò che si intende con l'espressione potere disperdente delle punte.
Un scarica elettrica attraverso l'aria, come un fulmine, ha bisogno di molta energia per generarsi
ed è più facile creare un alto livello di energia potenziale elettrica con un oggetto appuntito. Così,
durante un temporale, è più probabile che un fulmine colpisca un parafulmine rispetto a un
altro oggetto con una forma più regolare.