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Cittadina "work in progress".

  Mi sono sempre sentita una cittadina del mondo, fiera di esserlo. Ma ho sempre mentito a me stessa e agli altri. Essere cittadini del mondo significa adattarsi, e io non sono così, almeno non più. Ho visto un documentario su un paese africano e il mio pensiero è stato: no, non ce la posso fare! Non riesco proprio a immaginarmi a vivere in una favela, una baraccopoli o, peggio ancora, una bidonville. E allora, che tipo di cittadina sono? Certo, sono riuscita ad adattarmi quando sono stata nella Repubblica Dominicana, senza acqua e corrente per giorni, ritrovandomi a dover lavare i panni al fiume, salendo sulle guague da nove posti e stando in 25, con galline in gabbia e pesci appesi agli specchietti. Oppure al nord del Brasile, dove dovevo dormire sotto la zanzariera per evitare che le blatte volanti si unissero a me nel letto. Tuttavia, non ho mai vissuto in certi contesti, e credo che non ce la farei mai! Forse, e dico forse, dovrei trovare un altro aggettivo che mi definisca? P...

Tentato furto?

Gentile sì, ma con criterio!

Life Coach: l'imbroglio dietro una bella maschera!

Tre di notte, un telefono suona...

Dentro il cuore della Foresta

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Theravada, una casta di guerrieri. (Sabato in Filosofia)

Imbustatori, quando la precisione supera l'efficienza!

La forza di attraversare il buio.

Tra i fiori il ciliegio Tra gli uomini il guerriero (Sabato in filosofia)

Cuore a cuore