Dazio

Il dazio in economia è una barriera artificiale ai flussi di beni e/o fattori tra due o più paesi o, in passato, tra due o più comuni di una stessa nazione (in quest'ultimo caso si parla di dazio interno[1]). Esso nasce da esigenze di politica economica di un singolo Stato (o gruppo di Stati) e si manifesta in manipolazioni amministrative dei flussi di beni in entrata e in uscita dallo stato stesso. Per estensione è anche l'insieme delle strutture che ne assicurano il rispetto e l'esecuzione in frontiera, come la dogana.
Dal punto di vista politico, il dazio costituisce uno strumento di protezione di alcuni settori economici nazionali, quando questi non possono competere con la concorrenza estera. L'uso sistematico di questo strumento si chiama protezionismo. Nella maggior parte dei casi il dazio viene riscosso attraverso una dichiarazione doganale, pagata dall'importatore. Le entrate monetarie date dai dazi costituiscono per lo Stato un introito fiscale.
Esiste un consenso quasi unanime tra gli economisti sul fatto che i dazi siano controproducenti e abbiano un effetto negativo sulla crescita economica e sul benessere economico, mentre il libero scambio e la riduzione delle barriere commerciali hanno un effetto positivo sulla crescita economica.[2][3] [4][5][6] Sebbene la liberalizzazione del commercio possa a volte causare perdite e guadagni distribuiti in modo diseguale e, nel breve periodo, provocare una forte perturbazione economica per i lavoratori nei settori in concorrenza con le importazioni,[7] il libero scambio presenta vantaggi in quanto riduce i costi dei beni e dei servizi sia per i produttori che per i consumatori.[8] Il peso economico dei dazi ricade sull’importatore, sull’esportatore e sul consumatore.[9]Spesso pensati per proteggere settori specifici, i dazi possono avere l’effetto opposto e danneggiare proprio le industrie che intendono proteggere, a causa dell’aumento dei costi degli input e delle tariffe di ritorsione.[10][11] I dazi all'importazione possono anche danneggiare gli esportatori nazionali, interrompendo le loro catene di approvvigionamento e aumentando i costi di produzione.[12]
Storia
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Durante il Medioevo il dazio costituiva una delle principali fonti di introito fiscale ed era associato ad una tassa che gravava sulle merci che transitavano da un comune all'altro. Il frazionamento politico dell'epoca feudale e lo sviluppo dei rapporti commerciali resero sempre più complesso il movimento delle merci, fino a quando furono presi provvedimenti atti a ridurre l'impatto dei dazi sul commercio territoriale mediante l'istituzione di periodi di sospensione coincidenti con le fiere cittadine.
Con l'avvento del mercantilismo e la formazione delle signorie e degli stati mutò la politica doganale e lo sviluppo dei trattati commerciali e dei porti franchi portò ad una sempre maggiore liberalizzazione dei mercati che ebbe come conseguenza il progressivo abbandono dei dazi interni[13] e la nascita di un sistema di dogane di confine.
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Il calcolo
[modifica | modifica wikitesto]Il calcolo del dazio avviene in sede di dichiarazione doganale e può essere stabilito in vari modi: sul valore della merce in arrivo (valore teorico della merce al momento dell'entrata nello stato/comunità di stati, cioè valore di fattura aumentato o diminuito del costo del trasporto in base ai termini di resa concordati in base all'Incoterms), sulla quantità di merce introdotta (tassazione in base ad un'unità di misura specifica) o in modo misto tra i due metodi precedenti. In Italia in passato l'entità dei dazi interni era spesso determinata pesando su un peso pubblico le merci che entravano in un determinato territorio.[14]
L'uso prevalente è però quello in importazione con l'applicazione di una specifica tassa su alcuni determinati beni in entrata, quasi sempre per avvantaggiare la produzione nazionale rispetto a quella estera.
Il Drawback
[modifica | modifica wikitesto]Il drawback è un'agevolazione che può essere applicata da uno Stato per evitare che i dazi doganali gravino sui costi delle materie prime, con un conseguente aggravio dei costi dei prodotti finiti delle imprese nazionali; in questi casi lo Stato può rimborsare il dazio pagato su di esse se e quando il prodotto finito viene riesportato.
L'oggetto
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I dazi possono consistere anche in tasse sulle esportazioni; tipico è l'esempio dei paesi a basso livello di reddito pro-capite ma con ingenti ricchezze naturali: applicando un dazio sulle esportazioni delle proprie materie prime aumentano le loro entrate erariali. Il dazio è direttamente legato alla classificazione internazionale della merce, ottenuta utilizzando la tariffa doganale, ed è applicato ai beni provenienti da nazioni con cui non siano stati stipulati accordi preferenziali.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ Dazio, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- ^ Paul R. Krugman, The Narrow and Broad Arguments for Free Trade, in American Economic Review: Papers and Proceedings, vol. 83, May 1993, pp. 362–366.
- ^ N. Gregory Mankiw, Economists Actually Agree on This: The Wisdom of Free Trade, su nytimes.com, 24 april 2015.«Economists are famous for disagreeing with one another.... But economists reach near unanimity on some topics, including international trade.»
- ^ William Poole, Free Trade: Why Are Economists and Noneconomists So Far Apart (PDF), in Federal Reserve Bank of St. Louis Review, vol. 86, 2004, DOI:10.20955/r.86.1-6.
- ^ (EN) Trade Within Europe | IGM Forum, su igmchicago.org, December 7, 2016.
- ^ (EN) Paul Wiseman, Trump favors huge new tariffs. How do they work?, su pbs.org, 27 settembre 2024.
- ^ William Poole, Free Trade: Why Are Economists and Noneconomists So Far Apart (PDF), in Federal Reserve Bank of St. Louis Review, vol. 86, 2004, DOI:10.20955/r.86.1-6.
- ^ Everett Rosenfeld, Here's why everyone is arguing about free trade, 11 March 2016.
- ^ Trump's tariffs: How they work, and who would pay, in Axios, 2024.
- ^ Disentangling the Effects of the 2018-2019 Tariffs on a Globally Connected U.S. Manufacturing Sector, in The Review of Economics and Statistics, vol. 2024, 2024, pp. 1–45, DOI:10.1162/rest_a_01498.
- ^ (EN) Who's Paying for the US Tariffs? A Longer-Term Perspective, in AEA Papers and Proceedings, vol. 110, 2020, pp. 541–546, DOI:10.1257/pandp.20201018.
- ^ (EN) Kyle Handley, Rising Import Tariffs, Falling Exports: When Modern Supply Chains Meet Old-Style Protectionism, in American Economic Journal: Applied Economics, vol. 17, n. 1, 2025, pp. 208–238, DOI:10.1257/app.20210051.
- ^ Federico Cammeo, Abolizione di cinte daziarie e abolizione di voci, commento a Consiglio di Stato, sez. V, 3 maggio 1909, in Giur. It., vol. LXI, 1909, parte III, 241-249
- ^ Carlo Astengo, Edoardo Martino, Dazi ed imposte comunali commento delle leggi e dei regolamenti riguardanti i dazi e tutte le altre imposte autorizzate a favore dei comuni ... per Carlo Astengo ed Edoardo Martino, Pirola, 1873, p. 193.
- ^ Caselli daziari di Milano, su servizi.comune.milano.it.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]Wikizionario contiene il lemma di dizionario «dazio»
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sul dazio
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- dàzio, su sapere.it, De Agostini.
- (IT, DE, FR) Dazio, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
- (EN) Moses L. Pava, Adamantios A. Pepelasis, Gabriel Smith e Charles E. Mclure, tariff, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Dazio, in Encyclopædia Iranica, Ehsan Yarshater Center, Columbia University.
- Disposizioni doganali preliminari, su aidaonline.agenziadogane.it. URL consultato il 21 novembre 2011 (archiviato dall'url originale il 28 novembre 2011).
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