Oggi è il giorno del “pesce d’aprile”.
Oggi è il giorno del “pesce d’aprile”.
Conobbi Maria Antonietta virtualmente, nel mondo blog di Splinder, circa vent’anni fa. Non ricordo chi fu la prima a leggere il blog dell’altra, né il nome del suo, ma rammento che fosse molto interessante. Trattava problemi di attualità, riportava articoli di giornale e parlava di scuola.
A volte non è necessario andare tanto lontani per sentirsi bene. Bastano una giornata calda e di sole, un lungo sentiero verde tra gli alberi, un fiume che scorre tranquillo donando musica rilassante per le orecchie, buona compagnia, e il gioco è fatto. Non dimentichiamo un cagnolino sempre allegro e vivace, immagine della felicità, che zampetta velocemente tra le prime violette e margherite, annusando ogni sorta di odori che solo lui recepisce, ma che sembra alquanto apprezzare.
Dopo il lungo inverno, la vista
dei primi colori dei fiori, che occhieggiano tra il verde brillante dell’erba
nuova, è una chicca per i nostri occhi e una tisana per la mente.
Il Maira nasce sulle Alpi Cozie,
con andamento torrentizio, prosegue la sua corsa verso valle toccando Acceglio, Prazzo, Dronero e Busca. Entra in pianura,
passando anche per i comuni di Villafalletto e Vottignasco,
fino a Savigliano, luogo in cui sono state scattate queste foto. Riceve poi le
acque del Grana, suo principale affluente,
bagna Racconigi, costeggiando il parco della celebre Residenza Estiva dei Savoia e
raggiunge infine, presso Lombriasco, il Po, del quale è
affluente.
Il parco del Maira, almeno per il
tratto che ne abbiamo sempre visto noi, è molto pulito e ben tenuto dalle
guardie forestali, con tavoli per pic nic e cestini per raccogliere l’immondizia.
Quando abbiamo voglia di rilassarci nella natura, ci andiamo. Ora gli alberi
sono spogli, ma immaginateli in primavera, con i rami che si intrecciano, in
alto, creando sul sentiero un riparo dal sole e ascoltate, con il pensiero,
i canti degli uccellini, di ogni tipo, che dialogano tra le fronde!
Melodie intonatissime, che non hanno
bisogno dell’autotune, che invece usano i nostri cantanti moderni per
correggere le stonature!
Oggi il tempo è cambiato. Il
cielo è grigio, la temperatura si è abbassata e non invita ad uscire di casa.
Non importa. La giornata di ieri al fiume ci ha comunque rigenerati. Viviamo
alla giornata. Prendiamo il bello quando c’è e lo teniamo nel cuore per quando
non c’è.
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Nel lontano marzo 2004 iniziava la mia avventura nel mondo blog. Un collega, trovatosi in difficoltà nel creare un blog scolastico, aveva chiesto il mio aiuto ed io, che non ne sapevo assolutamente nulla, non avevo potuto fare altro che "provare sulla mia pelle", dando vita ad un blog personale su ben tre piattaforme diverse, per testarne le possibilità: Excite, Bloggers e Splinder.
Avevo subito scartato Excite perché
conteneva pubblicità ben poco consone a ragazzi minori, mentre mi era piaciuta
particolarmente Bloggers, che forniva parecchie pagine "nascoste"
sulle quali caricare i files che si potevano poi linkare in prima pagina,
proprio come in un sito web.
Cosa scrivere, a quel punto,
su tutti quei blog? Io non sono sicuramente una scrittrice o una poetessa,
pertanto non potevo fare altro che parlare di ciò che conoscevo meglio: la mia
vita, gli incontri con le persone, la scuola, la famiglia...Scrivevo su uno e
copiavo sugli altri. La storia di Gino e Pino, storia vera di mio padre e di un suo amico, fu il mio primo post.
Poco alla volta cominciavo ad
avere dei lettori, a conoscere nuovi bloggers e, quello che poteva essere un
esperimento momentaneo, diventò invece una consuetudine.
Poi Bloggers chiuse, Splinder
fece altrettanto ma, nonostante tutto, eccomi ancora qui su Blogspot, anche se
sporadicamente. Impiegai ben due giorni e due notti per copiare interamente il
blog di Splinder, commenti compresi, utilizzando un software apposito scaricato
dal web, di cui non ricordo assolutamente più il nome. Il risultato fu comunque
notevole e, ancora oggi, ogni tanto, vado a rileggere i miei scritti e i commenti. Spesso
non mi sembra vero esserne stata io l’autrice e scopro di non ricordare affatto
gli episodi quotidiani, familiari e scolastici, che vi trovo narrati. Mi
commuovo persino rivedendo con la mente, in quegli squarci di vita, tante
persone che oggi non ci sono più, come i miei genitori o altri bloggers.
Che dire? Ogni anno l'ho festeggiato con
un post e credo di aver ormai detto proprio tutto. È stata un'esperienza
positiva, che mi ha permesso di conoscere molte persone. Con alcune il dialogo
continua fin da quel lontano giorno, altre le ho addirittura conosciute e
frequentate nella vita reale, altre sono apparse, scomparse, riapparse e
sparite di nuovo, alcune le ho ritrovate su facebook e, in questi ultimi anni,
pur se commentato solo da bloggers, questo blog è letto anche da alcuni amici,
colleghi ed ex alunni.
Ho ricevuto solidarietà, consigli,
conforto, amicizia e, a questo punto della mia storia, non avverto quasi più la
differenza tra gli amici virtuali e quelli reali che mi conoscono di persona e che
mi scrivono su Facebook, tanto per fare un esempio. Io sono sempre la stessa,
in entrambi i luoghi, e so che, in certe situazioni, posso contare sugli amici
reali e in altre su quelli virtuali. Dipende da ciò di cui ho bisogno. A
volte bastano una parola buona, un consiglio appropriato, una battuta
scherzosa, per rendere migliore la giornata e strappare un sorriso.
Mi rendo anche conto, comunque, di quanto
possano essere fragili i rapporti in questo strano mondo. Una persona può
sparire completamente senza lasciare la minima traccia, come se non fosse mai
esistita. Può riapparire all'improvviso, com'è successo in qualche caso, e
sparire di nuovo. Quando capita dopo tanti anni, senza alcun motivo, se non la
chiusura del blog, si prova un gran senso di vuoto e anche un po' di
preoccupazione, mista a nostalgia. Lo stesso quando si scopre che qualche
blogger non sia più in vita. Un vero colpo al cuore.
Il nostro Terry ha compiuto ieri 13 anni, che corrispondono a circa 68 umani. In pratica è un cane pensionato, ma il cuore è giovane e non è esente dai colpi di fulmine. Quando gli capitano, così come è successo con questa bella pelosetta bianca, la abbraccia e insieme cominciano a girare in tondo, come se ballassero il valzer. Insomma: incontrarsi, piacersi e baciarsi è un attimo!
Navigando sul
web, mi è capitata sott’occhio una poesia di Trilussa chiamata “L’uguaglianza”,
che riporta il dialogo tra un’aquila ed un gallo:
Fissato ne l’idea de l’uguajanza
un Gallo scrisse all’Aquila: – Compagna,
siccome te ne stai su la montagna
bisogna che abbolimo ‘sta distanza:
perché nun è né giusto né civile
ch’io stia fra la monnezza d’un cortile,
ma sarebbe più commodo e più bello
de vive ner medesimo livello.-
L’Aquila je rispose: – Caro mio,
accetto volentieri la proposta:
volemo fa’ amicizzia? So’ disposta:
ma nun pretenne che m’abbassi io.
Se te senti la forza necessaria
spalanca l’ale e viettene per aria:
se nun t’abbasta l’anima de fallo
io seguito a fa’ l’Aquila e tu er Gallo.
Mi è allora tornata in mente la frase
rivoltami, almeno quaranta anni fa, da una mia collega di Arte, Luciana, una
donna di grande fascino, estrosa, fantasiosa e che aveva fama di saperla lunga
su come godersi al massimo i momenti positivi della vita.
Ricordo che stavamo parlando delle
mie vacanze in Grecia, che erano durate una decina di giorni. La collega mi
aveva chiesto perché non mi fossi fermata più a lungo ed io le avevo risposto
che eravamo tutti rientrati perché gli amici venuti con me disponevano solo di
quel determinato periodo di ferie.
Luciana allora mi aveva detto:
“Ricorda Kat! I corvi volano sempre in gruppo, mentre le aquile volano sole!”
Con ciò, anche in più larga scala,
essa intendeva dire che ciascuno di noi dovrebbe compiere le proprie scelte
senza mai farsi influenzare dagli altri, senza preoccuparsi se, per questo, si troverà
solo. Non bisogna aver paura di essere unici in una scelta, se questa è quella
che viene dettata dal cuore ed è ragionevolmente ritenuta la più giusta per
noi. A volte, per paura di sembrare diversi dagli altri, per timore di essere
giudicati, per paura di essere allontanati dal gruppo, si finisce per adattarsi
alle esigenze della massa, esigenze che spesso non sentiamo nostre e che ci allontanano
sempre più dall’unicità della maestosa e libera aquila.
Per fare un esempio, quando ero
ragazzina e studiavo al Conservatorio, molti avevano criticato i miei genitori
che mi avevano permesso di effettuare questa scelta. Una musicista! Che razza
di futuro avrei mai avuto? Quali prospettive di lavoro? Una volta mia madre era
stata addirittura denigrata pesantemente, di fronte a molti altri clienti, da
un salumiere, mentre faceva la spesa. “Mandatela a lavorare! Che ne fate di
mantenere una scansafatiche che suona il piano? È una vergogna!”
Mia madre non mi aveva affatto
mandata a lavorare, ma non era più tornata in quel negozio, perché si era
sentita mortificata.
Eppure io, a vent’anni, anni, ero già
diplomata, avevo subito trovato lavoro nella scuola come insegnante di musica e,
alcuni anni dopo, mi era persino capitato di avere in classe proprio la nipote
di quel salumiere. (Ricordo che a lei quel nonno aveva regalato un pianoforte a
coda! Evidentemente, trattandosi di sua nipote, non c'era più da vergognarsi e
non bisognava mandarla a lavorare!)
Sono passati tanti anni da quel
giorno, ma la frase di Luciana, una collega che non ho mai più visto da allora,
non l’ho dimenticata e l’ho spesso ripetuta sia ai miei alunni che a mio
figlio.
“Ricorda, i corvi volano sempre in
gruppo, le aquile volano sole!”
Un altro anno è passato. Ormai gennaio sta per lasciare il posto al mese successivo e le festività sono un lontano ricordo. Ogni anno in più è una parte in meno della strada che dobbiamo ancora percorrere nella nostra vita e, arrivati alla mia età, ci si rende sempre più conto che la parte più lunga sia già stata ormai percorsa.
Aumentano i lutti. Quanti funerali mi hanno vista partecipe nell’anno passato! A volte persino tre nello stesso giorno. Mi ha colpita, in particolare, la lettura di un necrologio relativo ad una mia ex compagna di scuola, che ricordavo come una ragazzina brillante, sportiva, spigliata, molto intelligente…Nel manifesto, la sua dipartita era annunciata da un generico “coloro che la conoscevano e le avevano voluto bene” e si spiegava anche che avrebbe raggiunto il cimitero immediatamente dopo una sommaria benedizione. Non avevo più incontrato, negli anni, questa mia compagna, perciò mi sono informata e la sua fine così solitaria, senza nemmeno un’amica accanto, senza qualcuno che predisponesse per lei una cerimonia funebre, mi ha veramente stupita e addolorata.
E ora è mancato anche un blogger molto stimato ed apprezzato per le sue accorate poesie in cui denunciava i problemi della società attuale. Chissà, forse Daniele Verzetti, il rockpoeta, se avesse conosciuto la storia di quella mia compagna di scuola, della sua vita piena di dolori e della sua solitudine, sicuramente avrebbe scritto una poesia anche per lei, perché era una persona così sensibile, appassionata e giusta, che non avrebbe mai mancato di denunciare una situazione del genere. Non conoscevo personalmente Daniele, ma mi manca già molto, perché leggevo spesso le sue pagine, anche se non sempre commentavo.
Col tempo che passa si imparano anche
tante cose.
Io ho imparato, soprattutto, che le
persone abbiano bisogno di essere ascoltate. Non vogliono consigli, né
tantomeno giudizi, solo un ascolto attento e parole di comprensione.
Ho imparato che un sorriso e un po’
di gentilezza aprono tante porte, possono fare del bene e rendere le giornate
più luminose.
Ho imparato che non bisogna dar grosso
peso alle piccole incomprensioni, ai piccoli disguidi o discussioni con le
persone. La vita è troppo breve per perdere tempo dietro a cose poco importanti
e, con il tempo, tutto si può risolvere.
Infine ho imparato che bisogna vivere
giorno per giorno, assaporando ciò che ci può ancora riservare la vita in
termini di affetti, amicizie, viaggi, cose belle da vedere e da ascoltare,
senza pensare troppo alle incognite, piuttosto inquietanti, del futuro. Sarà quel che sarà. “Mai fasciarsi la testa
prima di averla rotta!” diceva sempre un mio saggio preside, e quelle parole
non le ho mai dimenticate.
Anche scrivere e leggere i blog è uno
dei piaceri della vita. Io imparo sempre tantissimo da voi e per questo
vi ringrazio tutti.