Cloro

elemento chimico con numero atomico 17
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Il cloro (dal greco χλωρός, chlorós, «verde, verdeggiante»[1]) è l'elemento chimico della tavola periodica con numero atomico 17 e simbolo Cl. È il secondo elemento nel gruppo degli alogeni, situato nel gruppo 17 della tavola periodica tra il fluoro e il bromo ed ha proprietà in gran parte intermedie tra questi elementi.

Cloro
   

17
Cl
 
               
               
                                   
                                   
                                                               
                                                               
   

zolfo ← cloro → argon

Aspetto
Aspetto dell'elemento
Aspetto dell'elemento
Gas giallo verdastro
Linea spettrale
Linea spettrale dell'elemento
Linea spettrale dell'elemento
Generalità
Nome, simbolo, numero atomicocloro, Cl, 17
Seriealogeni
Gruppo, periodo, blocco17 (VIIA), 3, p
Densità3,214 kg/m³ a 273 K
Configurazione elettronica
Configurazione elettronica
Configurazione elettronica
Termine spettroscopico2Po3/2
Proprietà atomiche
Peso atomico35,453
Raggio atomico (calc.)100 pm
Raggio covalente99 pm
Raggio di van der Waals175 pm
Configurazione elettronica[Ne]3s23p5
e per livello energetico2, 8, 7
Stati di ossidazione±1,3,5,7 (acido forte)
Struttura cristallinaortorombica
Proprietà fisiche
Stato della materiagas (non magnetico)
Punto di fusione171,6 K (−101,5 °C)
Punto di ebollizione239,11 K (−34,1 °C)
Volume molare17,39×10−6 /mol
Entalpia di vaporizzazione10,2 kJ/mol
Calore di fusione3,203 kJ/mol
Tensione di vapore586 kPa a 298 K
Altre proprietà
Numero CAS7782-50-5
Elettronegatività3,16
Calore specifico480 J/(kg·K)
Conducibilità termica0,0089 W/(m·K)
Energia di prima ionizzazione1 251,2 kJ/mol
Energia di seconda ionizzazione2 298 kJ/mol
Energia di terza ionizzazione3 822 kJ/mol
Energia di quarta ionizzazione5 158,6 kJ/mol
Energia di quinta ionizzazione6 542 kJ/mol
Energia di sesta ionizzazione9 362 kJ/mol
Energia di settima ionizzazione11 018 kJ/mol
Energia di ottava ionizzazione33 604 kJ/mol
Energia di nona ionizzazione38 600 kJ/mol
Energia di decima ionizzazione43 961 kJ/mol
Isotopi più stabili
isoNATDDMDEDP
35Cl75,77% È stabile con 18 neutroni
36Clsintetico 301000 anniβ
ε
0,709
1,142
36Ar
36S
37Cl24,23% È stabile con 20 neutroni
iso: isotopo
NA: abbondanza in natura
TD: tempo di dimezzamento
DM: modalità di decadimento
DE: energia di decadimento in MeV
DP: prodotto del decadimento

Il cloro gassoso è di colore verde giallastro, due volte e mezzo più denso dell'aria; ha un odore soffocante estremamente sgradevole ed è molto velenoso. In condizioni standard ed in un ampio intervallo di temperature e pressioni il cloro è costituito da molecole biatomiche Cl2 (numero CAS 7782-50-5).

È estremamente reattivo e un potente agente ossidante, che manifesta quindi spiccate proprietà sbiancanti e disinfettanti. Il suo anione Cl (ione cloruro) è presente nel comune sale da cucina (o cloruro di sodio) e in molti altri composti, è molto abbondante in natura ed è necessario a quasi tutte le forme di vita, compreso l'organismo umano (il sangue umano contiene infatti una discreta quantità di anione cloruro).

L'atomo di cloro ha il primato di avere la più alta affinità elettronica nel sistema periodico (3,61 eV)[2] ed è seguito in questo da quello di fluoro (3,40 eV).[3]

Il composto più comune del cloro, il cloruro di sodio è conosciuto dall'antichità, gli archeologi hanno scoperto che il sale veniva usato già prima del 3000 a.C.
L'acido cloridrico era già conosciuto nell'800 d.C. dall'alchimista Jābir ibn Hayyān.
Una miscela di acido cloridrico e acido nitrico, chiamata "acqua regia", fu scoperta dopo il 1300 d.C.[4] e fu usata per sciogliere l'oro, che però è inattaccabile da questi due acidi presi singolarmente. L'acqua regia ha tale nome proprio per questa sua proprietà di sciogliere il più "nobile" dei metalli.

Il cloro fu scoperto nel 1774 da Carl Wilhelm Scheele, che erroneamente però lo ritenne un composto dell'ossigeno. Fu battezzato cloro come elemento chimico nel 1810 da Humphry Davy, che lo riconobbe finalmente come tale. In precedenza era chiamato anche "spirito di sale".

Il nome «cloro», proveniente dal francese «chlore», è presente in italiano dal 1820.[5]

Disponibilità

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In natura il cloro si trova soltanto combinato sotto forma di ione cloruro. I cloruri costituiscono la gran parte di tutti i sali sciolti nei mari e negli oceani della Terra; in effetti, l'1,9% della massa di tutti gli oceani è dovuta agli ioni cloruro. Concentrazioni ancora più alte di cloruro si trovano nel Mar Morto e in depositi sotterranei.

La gran parte dei cloruri è solubile in acqua, perciò i cloruri allo stato solido si trovano soltanto nelle regioni più aride o in giacimenti sotterranei profondi. Minerali comuni di cloro sono il salgemma o halite (cloruro di sodio), la silvite (cloruro di potassio) e la carnallite (cloruro esaidrato di potassio e magnesio).

Industrialmente, il cloro elementare è prodotto solitamente per elettrolisi di cloruro di sodio sciolto in acqua. Insieme al cloro, il processo genera anche idrogeno e idrossido di sodio, secondo l'equazione chimica

2 NaCl + 2 H2O → Cl2 + H2 + 2 NaOH

In laboratorio si può invece ottenere tramite il riscaldamento del biossido di manganese con acido cloridrico attraverso una reazione di ossido-riduzione:[6]

MnO2 + 4 HClMnCl2 + 2 H2O + Cl2

Produzione industriale

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  Lo stesso argomento in dettaglio: Processo cloro-soda.

Il cloro viene prodotto per elettrolisi di soluzioni di cloruro di sodio,[7] dette anche salamoie. A livello industriale l'elettrolisi viene condotta principalmente secondo tre processi.

Cella a mercurio

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Si tratta del primo metodo usato per la produzione industriale. La cella elettrolitica consiste di un anodo di titanio ed un catodo di mercurio. All'anodo si sviluppa cloro gassoso; al catodo il sodio forma un amalgama con il mercurio: l'amalgama viene poi trattato con acqua per rigenerare il mercurio e convertire il sodio metallico in idrossido di sodio e idrogeno gassoso. Tale metodologia è oggi considerata altamente inquinante a causa del mercurio che tende a disperdersi nell'ambiente, pertanto tutti gli impianti che la utilizzano in Italia sono stati messi fuori servizio o sono in via di dismissione e/o riconversione verso la tecnologia a membrana.

Cella a diaframma

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Un setto di amianto è posto sul catodo, costituito da una griglia di ferro. In questo modo, il cloro che viene a formarsi viene tenuto separato dal resto della salamoia, che si arricchisce di idrossido di sodio.

È un processo più conveniente del precedente, anche se l'idrossido di sodio che si ottiene è diluito. Inoltre ha un elevato contenuto residuo di cloruro di sodio, che costringe ad un costoso trattamento per la separazione via evaporativa. È considerata una tecnologia obsoleta, anche a causa della cessazione dell'impiego dell'amianto, che peraltro viene sostituito da altri materiali fibrosi.

Cella a membrana

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La cella elettrolitica è divisa in due sezioni da una membrana semipermeabile agli ioni cloruro; nella sezione dell'anodo si trova la salamoia, in quella del catodo acqua distillata. L'efficienza energetica è simile a quella delle celle a diaframma, col vantaggio di ottenere idrossido di sodio di elevata purezza. Questa tecnologia è oggi considerata lo stato dell'arte e non presenta problemi di inquinamento. Tra i leader mondiali nella costruzione di celle a membrana vi è l'italiana De Nora S.p.A.

In Italia un impianto funzionante con questa tecnologia è lo stabilimento Eni Rewind (ex Syndial) di Assemini (Cagliari).

Applicazioni

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Impiego del cloro per la depurazione delle acque.

Il cloro è un importante agente chimico utilizzato nella depurazione dell'acqua, nei disinfettanti, come sbiancante; è stato fra le prime armi chimiche impiegate su vasta scala, in forma gassosa. Si usa inoltre nella fabbricazione di molti oggetti di uso quotidiano, come carta, antisettici, tinture, alimenti, insetticidi, vernici, prodotti petroliferi, plastica, medicinali, tessuti, solventi. Si usa come battericida (acido ipocloroso HClO, ipoclorito di sodio NaClO, clorito di sodio NaClO2) nell'acqua potabile e nelle piscine. Anche piccoli depositi d'acqua potabile sono abitualmente trattati con questa sostanza.

La chimica organica sfrutta estesamente questo elemento come ossidante e per sostituire atomi di idrogeno nelle molecole, come nella produzione della gomma sintetica; il cloro infatti conferisce spesso molte proprietà utili ai composti organici con cui viene combinato. Altri usi sono la produzione di clorati, cloroformio, tetracloruro di carbonio e nell'estrazione del bromo.

Il cloro è stato il primo elemento chimico ad essere stato impiegato in forma organica nei rilevatori di neutrini solari. Sotto forma di composti come tetracloruro di carbonio, tricloroetilene, soluzione acquosa satura di cloruro di gallio è usato per lo studio dei "neutrini elettronici solari". Si è visto infatti che l'atomo di cloro, colpito da un neutrino si trasforma in argon (gas) ed emette un elettrone. Questo elettrone viene rilevato dai fotomoltiplicatori e la sua energia, direzione, ecc., vengono studiate per trarne informazioni.

È possibile che la quantità di argon presente nell'atmosfera (nella quale è presente come "gas raro", ovvero a bassa concentrazione) sia venuta a formarsi in ere preistoriche[8] per azione del bombardamento neutrinico solare del cloro presente nelle acque degli oceani o emesso dalle eruzioni vulcaniche. Non esiste ancora prova che gli altri gas nobili possano derivare per bombardamento neutrinico degli alogeni che li precedono nella tavola periodica (il neon dal fluoro; il kripton dal bromo ed infine lo xeno dallo iodio).

Isotopi

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Dell'elemento cloro (Z = 17) si conoscono almeno 24 isotopi, con numeri di massa che vanno da A = 28, ad A = 51. Tra questi, quelli presenti in natura, e che sono stabili, sono i 2 isotopi che seguono, con le loro abbondanze relative in parentesi: 35Cl (75,77%, il più abbondante, con N = 18, un neutrone in più dei protoni) e 37Cl (24,23%, 3 neutroni in più).[9]

Isotopi stabili

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Il 35Cl (spin 3/2) è il primo dei due isotopi stabili del cloro e il più abbondante; la sua massa atomica è 34,968852682 u e l'energia di legame per nucleone è pari a 8,520278 MeV.[9] Questo isotopo ha una notevole capacità di assorbire neutroni lenti: la sua sezione d'urto in tal senso è di 44 barn; si sfrutta questo fatto per la produzione dell'isotopo radioattivo 36Cl, importante per la ricerca.[10]

Il 37Cl (spin 3/2) è il secondo e ultimo isotopo stabile del cloro, circa tre volte meno abbondante dell'altro; la sua massa atomica è 36,965902591 u e l'energia di legame per nucleone è pari a 8,57028 MeV, maggiore dell'altro.[11]

Entrambi gli isotopi sono dotati di spin nucleare e sono pertanto assoggettabili alla risonanza magnetica nucleare, sebbene il valore maggiore di 1/2 dello spin comporta presenza di momento di quadrupolo nucleare che causa segnali allagati, limitando la risoluzioni degli spettri.[12] Dei due, in genere viene preferito il cloro-35 (35Cl-RMN) per la sua maggiore abbondanza.[13]

Nuclide Abbondanza Massa Spin Emivita Decadimento
32Cl 31,9857 1 298 ms ε
33Cl 32,9775 3/2 2,51 s ε
34Cl 33,9738 0 1,53 s ε
35Cl 75,77 34,9689 3/2
36Cl 35,9683 2 301 243 anni ε/β+ (2%), β
37Cl 24,23 36,9659 3/2
38Cl 37,9680 2 37,23 min β
39Cl 38,9680 3/2 56,2 min β
40Cl 39,9704 2 1,38 min β
41Cl 40,9707 n. m. 38,4 s β
42Cl 41,9732 n. m. 6,8 s β
43Cl 42,9742 n. m. 3,13 s β

Isotopi radioattivi

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Gli isotopi che precedono il cloro-35 hanno emivite molto brevi, dell'ordine dei secondi o anche millisecondi. Tra i due isotopi stabili c'è il 36Cl, l'isotopo radioattivo più longevo. Quelli che seguono il cloro-37 hanno emivite che partono dall'ordine dell'ora per poi diminuire velocemente.

Il 33Cl (spin 3/2) decade in modalità mista, cattura elettronica/emissione di positrone (ε/β+; 0,083% / ≈99,9%),[14] in realtà quasi solo in quest'ultima modalità, con emissione di un neutrino elettronico, per dare zolfo-33, stabile (Qβ+ = 4.560 keV, T1/2 = 2,511 secondi).[15]

Il 34Cl (spin 0) decade in modalità mista, cattura elettronica/emissione di positrone (ε/β+; 0,079% / ≈99,9%),[16] in realtà quasi solo in quest'ultima modalità, con emissione di un neutrino elettronico, per dare zolfo-34, stabile (Qβ+ = 4.470 keV, T1/2 = 1,526 secondi).[17]

Il 36Cl (spin 2) decade secondo due modalità opposte, sebbene alquanto sbilanciate tra loro: per 1,9% dei casi decade ε/β+ dando zolfo-36 (stabile, Qβ+ = 120,02 keV) e, per il restante 98,1% dei casi, decade β dando argon-36 (instabile, Qβ = 709,68 keV); l'emivita complessiva è 301.243 anni.[18] L'argon-36 così prodotto, che è osservativamente stabile, è però soggetto a decadere per doppia cattura elettronica, per dare zolfo-36, stabile.[19]

Nell'atmosfera, il 36Cl viene prodotto per reazione tra 36Ar ed i raggi cosmici; a livello del suolo il 36Cl è invece prodotto per cattura neutronica dal 35Cl in prossimità di centrali nucleari o provenienti da scorie di esplosioni nucleari, ed anche per cattura muonica dal 40Ca. L'emivita così lunga rende questo isotopo utile per la datazione geologica di reperti di età compresa tra i 60 000 anni ed il milione di anni.[20]

Grandi quantità di 36Cl si sono inoltre formate per irraggiamento delle acque marine durante le esplosioni nucleari condotte in atmosfera negli anni tra il 1952 ed il 1958. Il 36Cl permane nell'atmosfera per circa una settimana, quindi il tenore di 36Cl nei suoli e nelle acque è utile per datare reperti recenti – fino a 50 anni. Il 36Cl trova uso anche in altre applicazioni, quali la datazione di ghiacci e sedimenti.

Il 38Cl (spin 2-) decade in modalità β (Q = 4.916 keV, T1/2 = 37,23 minuti) per dare argon-38, stabile.[21]

Il 39Cl (spin 3/2) decade in modalità β (Q = 3.442 keV, T1/2 = 56,2 minuti) per dare argon-39; questo è instabile e decade anch'esso β per dare potassio-39, stabile.[22] Questo nuclide viene formato in atmosfera dall'impatto dei raggi cosmici e del vento solare sui nuclei di argon-40.[23]

Il 40Cl (spin 2-) decade in modalità β (Q = 7.482 keV, T1/2 = 1,35 minuti) per dare argon-40, stabile.[24]

Valenze e stati di ossidazione

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Come tutti gli alogeni, il cloro forma composti covalenti e ionici con valenza 1 e stato di ossidazione −1 (acido cloridrico e cloruri metallici). Inoltre, a differenza del fluoro (il capostipite degli alogeni) il cloro può assumere nei suoi composti con l'ossigeno valenze principali da 1 a 7 e questo impiegando formalmente fino a tutti e sette i suoi elettroni di valenza (3s2 3p5). I principali stati di ossidazione sono +1, +3, +5 o +7. Le specie chimiche corrispondenti sono gli anioni ClO (ipoclorito), ClO2 (clorito), ClO3 (clorato) e ClO4 (perclorato) e i relativi acidi, HClO, HClO2, HClO3 e HClO4; di questi sono note anche le anidridi Cl2O e Cl2O7.[25]

numero di ossidazione −1 +1 +3 +5 +7
anione cloruro ipoclorito clorito clorato perclorato
formula Cl Cl−O O=Cl−O (O=)2Cl−O (O=)3Cl−O
struttura          

Nei composti binari con il fluoro, il cloro arriva fino alla pentavalenza, con stati di ossidazione di +1, +3, +5: ClF, ClF3 e ClF5. L'eptavalenza e il corrispondente stato di ossidazione +7 sono tuttavia noti negli ioni ottaedrici ClF6+ presenti in composti di tipo salino, accoppiati ad anioni di superacidi, quali ClF6AsF6 e ClF6SbF6.[26]

Composti

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I composti utilizzati del cloro sono tantissimi: le famiglie più note sono i cloruri, gli ipocloriti, i clorati, i perclorati in campo inorganico, le clorammine e tutti gli alogenuri organici in campo organico.

Precauzioni

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  Lo stesso argomento in dettaglio: Freon.
Simboli di rischio chimico
       
pericolo
frasi H270 - 280 - 330 - 315 - 319 - 335 - 400 - EUH071
frasi RR 23-36/37/38-50
consigli P260 - 220 - 280 - 244 - 273 - 304+340 - 305+351+338 - 332+313 - 370+376 - 302+352 - 315 - 405 - 403 [27]
frasi SS 1/2-9-45-61[28]

Le sostanze chimiche
vanno manipolate con cautela
Avvertenze

Il cloro irrita il sistema respiratorio, soprattutto in bambini e anziani. Allo stato gassoso irrita le mucose, e allo stato liquido provoca ustioni cutanee. La presenza del cloro è rilevabile elettronicamente alla concentrazione di 0,2 ppm mentre l'odore di cloro viene avvertito a concentrazioni di 3,0-3,5 ppm, ma la concentrazione letale è di circa 1000 ppm o più (il cloro fu per questo impiegato nella prima guerra mondiale come arma chimica). L'esposizione a questo gas non dovrebbe quindi superare concentrazioni di 0,5 ppm (TLV-TWA, tempo medio di 8 ore per 40 ore settimanali).
Anche l'esposizione cronica a dosi non letali di cloro può provocare malessere: 30 ppm possono provocare irritazione agli occhi, danni anche rilevanti all'apparato respiratorio e nausea, mentre 60 ppm possono provocare danni a lungo termine come ad esempio edema polmonare. L'esposizione cronica a bassi livelli di cloro indebolisce i polmoni a causa dei suoi effetti corrosivi, rendendoli vulnerabili ad altre malattie.

Esperimenti condotti sui ratti mostrano che 293 ppm di Cl2 causano la morte del 50% delle cavie.[29]

In ambiente domestico, il cloro si sviluppa quando l'ipoclorito di sodio (o candeggina) viene miscelata con l'acido muriatico. Per contatto tra candeggina ed urina (urea), ammoniaca o altri prodotti sbiancanti possono svilupparsi vapori tossici contenenti gas cloro o tricloruro di azoto.

Considerazioni ambientali

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Le principali fonti di cloro nell'atmosfera (WMO Global Ozone Research and Monitoring Project - Report No. 44, Ginevra, 1998).
  1. ^ DIZIONARIO GRECO ANTICO - Greco antico - Italiano, su www.grecoantico.com. URL consultato il 28 maggio 2022.
  2. ^ (EN) Chlorine atom, su webbook.nist.gov. URL consultato il 28 maggio 2022.
  3. ^ (EN) Fluorine atom, su webbook.nist.gov. URL consultato il 28 maggio 2022.
  4. ^ (EN) V. Karpenko e J. A. Norris, Vitriol in the History of Chemistry, in Chemické listy, vol. 96, n. 12, 2002. URL consultato il 4 marzo 2025 (archiviato dall'url originale).
  5. ^ Cloro > significato - Dizionario italiano De Mauro, su Internazionale. URL consultato il 4 marzo 2025.
  6. ^ Aurelio Alterio, Orizzonti della chimica, Torino, G.B.Petrini, 1977, p. 322.
  7. ^ Rolla, p. 297.
  8. ^ Argon | Center for Science Education, su scied.ucar.edu. URL consultato il 25 ottobre 2024.
  9. ^ a b Isotope data for chlorine-35 in the Periodic Table, su periodictable.com. URL consultato il 4 marzo 2025.
  10. ^ Chlorine-35 - isotopic data and properties, su www.chemlin.org. URL consultato il 4 marzo 2025.
  11. ^ Isotope data for chlorine-37 in the Periodic Table, su periodictable.com. URL consultato il 4 marzo 2025.
  12. ^ Bryan E. G. Lucier, Victor V. Terskikh e Jiacheng Guo, Chlorine-35 Solid-State Nuclear Magnetic Resonance Spectroscopy as an Indirect Probe of the Oxidation Number of Tin in Tin Chlorides, in Inorganic Chemistry, vol. 59, n. 18, 21 settembre 2020, pp. 13651–13670, DOI:10.1021/acs.inorgchem.0c02025. URL consultato il 4 marzo 2025.
  13. ^ (Cl) Chlorine NMR, su chem.ch.huji.ac.il. URL consultato il 4 marzo 2025.
  14. ^ Decay information, su atom.kaeri.re.kr. URL consultato il 4 marzo 2025.
  15. ^ Isotope data for chlorine-33 in the Periodic Table, su periodictable.com. URL consultato il 4 marzo 2025.
  16. ^ Decay information, su atom.kaeri.re.kr. URL consultato il 4 marzo 2025.
  17. ^ Isotope data for chlorine-34 in the Periodic Table, su periodictable.com. URL consultato il 4 marzo 2025.
  18. ^ Isotope data for chlorine-36 in the Periodic Table, su periodictable.com. URL consultato il 4 marzo 2025.
  19. ^ Isotope data for argon-36 in the Periodic Table, su periodictable.com. URL consultato il 4 marzo 2025.
  20. ^ Mahmoud I. Sherif, Mohamed Sultan e Neil C. Sturchio, Chlorine isotopes as tracers of solute origin and age of groundwaters from the Eastern Desert of Egypt, in Earth and Planetary Science Letters, vol. 510, 15 marzo 2019, pp. 37–44, DOI:10.1016/j.epsl.2018.12.035. URL consultato il 4 marzo 2025.
  21. ^ Isotope data for chlorine-38 in the Periodic Table, su periodictable.com. URL consultato il 4 marzo 2025.
  22. ^ Isotope data for chlorine-39 in the Periodic Table, su periodictable.com. URL consultato il 4 marzo 2025.
  23. ^ (EN) Andreas Jaeck, Chlorine-39 - isotopic data and properties, su www.chemlin.org. URL consultato il 4 marzo 2025.
  24. ^ Isotope data for chlorine-40 in the Periodic Table, su periodictable.com. URL consultato il 4 marzo 2025.
  25. ^ A. F. Holleman, E. Wiberg e N. Wiberg, XII. Die Gruppe der Halogene, in Anorganische Chemie, 103ª ed., De Gruyter, 2016, pp. 478-484, ISBN 978-3-11-026932-1.
  26. ^ K. O. Christe e W. W. Wilson, Synthesis of coordinatively saturated complex fluoro cations, in Journal of Fluorine Chemistry, vol. 23, n. 5, 1º novembre 1983, pp. 424, DOI:10.1016/S0022-1139(00)85499-8. URL consultato il 1º aprile 2025.
  27. ^ scheda del cloro su IFA-GESTIS, su gestis-en.itrust.de. URL consultato il 18 giugno 2021 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2019).
  28. ^ http://ecb.jrc.ec.europa.eu [collegamento interrotto], su ecb.jrc.ec.europa.eu.
  29. ^ Cloro e tossicità, su ping.be. URL consultato l'8 agosto 2012 (archiviato dall'url originale il 28 agosto 2012).

Bibliografia

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Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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