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Sicuri di niente. Curiosi di tutto.

@colonna-durruti / colonna-durruti.tumblr.com

non è necessario sperare per intraprendere né avere successo per perseverare

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Questa è una delle cose più belle degli ultimi 20 anni almeno

Nel 2024 434 persone senza dimora hanno perso la vita in Italia: erano state 415 nel 2023 e 399 nel 2022. Analizzando i dati, oltre a un costante aumento, salta agli occhi che si muore tutto l’anno, non solo durante l’inverno. Solo l’1% di questi decessi è avvenuto per ipotermia. La prima causa sono i malori (30%), seguito da aggressioni (10%), incidenti di trasporto (10%), abuso di sostanze (8%) e suicidi (8%).

“In strada non si muore di freddo, ma di isolamento, marginalità, solitudine -spiega Caterina Cortese, che per la Federazione italiana organismi per le persone senza dimora (fio.PSD) si è occupata dell’indagine “La strage invisibile”-. I decessi riguardano soprattutto le persone particolarmente isolate, che muoiono anche per malori non necessariamente letali: senza una rete, una famiglia, un aggancio con i servizi sociali, lo stato di salute precipita molto velocemente”.

Più di due terzi dei senza dimora morti nel 2024 sono stranieri. E quasi uno su cinque ha un’età tra i 18 e i 29 anni. La Lombardia è la Regione con più decessi (18%), seguita da Lazio (12%), Veneto (11%), Campania (10%) ed Emilia-Romagna (9%). “Le persone senza dimora si fermano soprattutto nelle grandi città, dove ci sono più servizi -precisa Cortese-. Il problema è che le risposte sono spesso emergenziali, quando invece servirebbero soluzioni strutturali: appartamenti dedicati ai progetti di housing first, alloggi supportati, strutture per le donne senza casa. Le persone non devono più stare in strada, perché peggiorano solo per il fatto di trovarsi lì”. …………………………………………………………………………………………………….

Mimmo Lucano

Due giorni fa sono state rese pubbliche le motivazioni della Corte di Cassazione sull'inammissibilità del ricorso, da parte della Procura Generale di Reggio Calabria, contro la sentenza di assoluzione a mio carico nel processo d’appello.

Non solo i giudici della Suprema Corte hanno riconosciuto che le intercettazioni contro di me fossero illegittime (sono stato intercettato per anni, praticamente ovunque mi trovassi), ma anche che queste, al di là della loro (il)liceità, non facevano altro che dimostrare che il mio operato fosse mosso da esclusivi intenti solidaristici, e non certo da volontà di lucro o di acquisizione di potere personale.

Oggi che la giustizia, dopo tante umiliazioni, è stata finalmente fatta, mi trovo a lottare nuovamente contro il potere burocratico del Ministero degli Interni di Piantedosi e Salvini (lo stesso che nel 2018, in spregio alla legge - come stabilito da tutti gradi della giustizia amministrativa - e approfittando delle accuse infamanti che mi furono gettate addosso, chiuse i progetti d’accoglienza a Riace) che, per ragioni puramente politiche, appigliandosi ad assurde forzature interpretative, vorrebbe sovvertire la volontà dei cittadini riacesi, dichiarandomi non degno di ricoprire la carica di sindaco.

Contro questa rappresaglia istituzionale combatterò con tutte le mie forze, non solo per rispetto verso le persone che hanno scelto (per la quarta volta) un progetto politico-sociale di riscatto, ma anche per continuare a condurre il mio percorso di lotta contro le disuguaglianze e per un vero sviluppo di un territorio saccheggiato e martoriato da tempi immemorabili.

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